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lunedì 9 settembre 2013

Un server LAMP per il test di applicazioni Web - 1

Quando si sviluppano applicazioni dinamiche in PHP, Perl, Python, ASP, ecc. non è possibile testarle se non si dispone di un server Web configurato per la loro esecuzione in quanto i script vengono eseguiti "lato server" diversamente da altri linguaggi, es. JavaScript, dove l'esecuzione avviene nel browser stesso.

Da sostenitore delle piattaforme open-source ho sempre preferito utilizzare piattaforme LAMP e in questo post inizierò a spiegare come mettere in piedi un server Web con PHP, MySQL, Apache ed FTP utilizzando un virtualizzatore (userò Sun VirtualBox, free per utenze non professionali) per installare CentOS, una distribuzione Linux molto stabile e largamente utilizzata dai principali fornitori di spazi Web.

La scelta di utilizzare un software di virtualizzazione scaturisce dalla necessità di non utilizzare un PC dedicato alla funzione di server Web ma di simulare una rete intranet utilizzando un solo PC, lo stesso che utilizziamo per lo sviluppo. Attenzione, se il vostro PC è molto datato forse non sarà possibile portare a termine l'operazione... Per poter operare senza intoppi sarebbe ideale poter disporre di un PC con almeno 1GB di RAM disponibile ed un processore in grado di supportare in hardware la virtualizzazione quindi escluderei a priori tutti i PC basati su Atom. Il virtualizzatore con CentOS in esecuzione occuperà al massimo 512MB di RAM ed il resto ci servirà per l'editor, il client FTP ed il browser web. Io lavoro più che comodamente con un PC con processore AMD Athlon II X3 (64bit 3 core) e 4GB di RAM con S.O. Windows 8 64bit.

Per gli utenti Windows: se ancora avete dischi formattati FAT32 fermatevi qui ed iniziate a pensare di convertirli in formato NTFS.

Per prima cosa dobbiamo scaricare ed installare l'ultima versione di VirtualBox (attualmente è disponibile la versione 4.2.18), esiste sia per sistemi a 32 bit che per sistemi a 64 bit, Linux, MacOS, Windows. Scaricate la versione adatta al Vs. S.O. ed installate il modulo scaricato; eventuali segnalazioni di drivers non verificati (credo accada solo con Windows XP) possono essere ignorate premendo il tasto "Continua"; fino ad ora non ho mai riscontrato problemi di alcun tipo legati a tale segnalazione, comunque la creazione di un punto di ripristino prima della fase di installazione sarà sicuramente una precauzione valida. Nella pagina relativa al download troverete anche la possibilità di scaricare un modulo opzionale per attivare alcune funzionalità aggiuntive (supporto USB2.0, protocollo RDP per il remote desktop, ecc.) che però non useremo in questa serie di articoli quindi a voi la decisione se installarli o meno; sarà sempre possibile installare tale modulo successivamente qualora si rendesse necessario per vostre necessità.

Portata a termine l'installazione di VirtualBox scaricheremo l'immagine ISO della distribuzione di CentOS che ritengo attualmente più idonea al nostro scopo. Ho scelto la ISO v6.4 32bit "minimal" (301MB di download)  in quanto non utilizzeremo interfaccia grafica (il mio sadismo non conosce limiti) e installeremo manualmente i soli moduli necessari per lo scopo che ci siamo prefissati.
La scelta di non utilizzare l'interfaccia grafica nasce dalla necessità di avere una macchina virtuale non troppo esosa in termini di RAM richiesta per la sua esecuzione ed è poi didatticamente più valida dal momento che in ambito professionale raramente si utilizzano server con interfaccia grafica installata (vige la regola "tutti i software che NON sono installati su un computer NON daranno mai problemi e NON potranno mai essere violati") quindi prima o poi dovremo tutti affrontare la famigerata "linea di comando"...

Iniziamo a creare la virtual-machine che ospiterà il nostro server Web. Aprire VirtualBox,

Fig.1

facendo click sul pulsante "Nuova" apparirà la finestra di Fig.1, nel primo campo inserire la descrizione breve della virtual-machine che andiamo a creare, nel secondo selezionare il tipo di OS (Linux nel nostro caso) e nel terzo selezionare il tipo di distribuzione (la CentOS non c'è quindi selezioniamo RedHat che è la più simile); premere "Avanti".


Fig.2
Impostiamo 512MB di RAM,

Fig.3

creiamo il disco virtuale che accoglierà il nuovo S.O. (non c'è pericolo per i dati sul vostro attuale HD in quanto l'HD virtuale sarà un semplice file),

Fig.4
 tipo VDI, quello nativo di VirtualBox,

Fig.5

allocato dinamicamente così lo spazio occupato sull'HD reale sarà proporzionale a quello occupato su quello virtuale,

Fig.6
di dimensioni tali da poterci permettere di lavorare comodamente, 8GB dovrebbero essere sufficienti ma se credete che non siano abbastanza potete aumentare la dimensione fino al limite dello spazio disponibile sul vostro HD. Premere il tasto "Crea" per creare la macchina virtuale.

A questo punto una nuova virtual-machine comparirà nell'elenco di sinistra, selezioniamola e premiamo il tasto "Impostazioni" così da iniziare la fase nella quale specificheremo l'hardware che la compone.

Fig.7

Fig.8
La voce "Generale" la lasciamo così come è,

Fig.9

alla voce "Sistema" deselezioniamo il floppy (che non ci serve) e verifichiamo che l'ordine di avvio sia quello riportato in Fig.9,

Fig.10

impostiamo la RAM per il video al minimo (5MB) e non abilitiamo nessuna accelerazione dal momento che lavoreremo sempre in modalità testo,

Fig.11

alla voce "Archiviazione" andiamo ad assegnare il file ISO contenente l'installazione di CentOS all'unità CD virtuale facendo click sull'icona del CD alla sinistra di "IDE master primario" indicandogli il percorso dove è stato precedentemente salvato,

Fig.12

alla voce "Audio"  disattiviamo la scheda audio,

Fig.13

come scheda di rete principale selezioniamo "Scheda con bridge" come connessione e dalla lista successiva selezioniamo la scheda di rete REALE con la quale siamo attualmente connessi ad internet,

Fig.14

niente porte seriali,

Fig.15

niente USB

Fig.16

e nessuna cartella condivisa. Premiamo "OK". Abbiamo finito. la nostra virtual-machine è pronta per il boot, per avviarla facciamo click su "Avvia" e probabilmente, dopo il boot, comparirà la seguente schermata di avvertimento: possiamo ignorare il tutto.

Fig.17

L'installazione del nostro server Web sta iniziando!

Nel prossimo post (datemi qualche giorno per preparare il materiale) procederemo all'installazione vera e propria e nei successivi alla configurazione dei parametri di base e dei servizi che ci permetteranno di raggiungere il nostro scopo.

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